Perché raccogliere le piante spontanee?

Solo qualche decennio fa l’approccio al tema della raccolta delle piante spontanee, ancorché in coinvolgente espansione, faceva riferimento a una nicchia che in Italia viveva soprattutto dei residui della memoria.
Ci accorgiamo tutti però, ogni giorno, che questi residui – solo all’apparenza invisibili o inutili – sono anche in costante trasformazione e che anche l’utilizzo alimentare delle piante spontanee si adatta a un mondo che cambia in continuazione, e quindi a nuove esigenze e a nuovi bisogni, anche di senso.
Raccogliere e consumare piante spontanee diventa quindi anche oggetto di considerazioni sociologiche, economiche, antropologiche: considerazioni che di solito meritano le cose vive. In effetti non vi è ormai discorso sulla raccolta e sul consumo del selvatico che non sia accompagnato da considerazioni di altro genere, dato che la raccolta delle erbe e dei frutti spontanei contribuisce a soddisfare anche una serie di bisogni spirituali, o quanto meno “psicologici”, che hanno a che fare con lo stare bene e non sono in relazione solo col bisogno di garantire quotidianamente al nostro corpo l’apporto energetico necessario alla sua sopravvivenza.
Per ottenere i benefici spirituali o psicologici desiderati, l’attività di raccolta di erbe e frutti spontanei deve però rimanere una sorta di passatempo, nell’accezione più ampia del termine, ossia qualcosa di piacevole. Diverse possono essere comunque le utilità che se ne possono ricavare, e niente affatto marginali. A cominciare ovviamente dal non del tutto trascurabile beneficio economico, considerato che si raccoglie gratis.
Consumare le piante spontanee contribuisce inoltre a ridurre, anche in questo caso gratis, il ricorso a farmaci e integratori. Come è noto, molte piante selvatiche non sono solo ricche di svariati nutrienti ma hanno anche un intrinseco valore medicinale, utili quindi per mantenersi in buona salute e per curare non pochi malanni, anche se non sostituiscono farmaci importanti e non bisogna fare da sé oltre le piccole patologie.
Le piante spontanee hanno sostanze medicinali che mancano nelle piante coltivate o sono presenti in quantità maggiori delle specie corrispondenti: quanto meno il loro consumo non può che migliorare il nostro regime alimentare e prevenire certe patologie. Soprattutto, se si è oramai costretti o abituati a una vita sedentaria, non si può non considerare il benessere fisico che induce il fatto di andar per erbe. Se non si è più da palestra giovanile, la ginnastica dolce che l’accompagna è anch’essa un guadagno netto per la salute.
Occorre ricordare la possibilità di migliorare le relazioni umane, cosa sempre utile, specialmente se una certa solitudine nei rapporti dovesse caratterizzare il proprio quotidiano. Le relazioni umane si possono infatti mantenere vive anche regalando a qualcuno parte del nostro raccolto, se questo, come capita spesso, è stato abbondante oltre le nostre capacità di consumo.
Occorre comunque essere anche consapevoli che il miglior nutrimento di cui ci si può avvantaggiare tramite la raccolta diretta dalla natura è la natura stessa. È inutile negarlo: se ne ha molto bisogno, soprattutto se si vive in aree metropolitane e l’aria inquinata che si respira è davvero pesante. Raccogliendo dalla natura si ristabilisce anche una più corretta relazione tra uomini e piante, che volenti o nolenti ci sopravviverà ancora per molto tempo e che non si riduce al banco della verdura del mercato o alla cassetta di gerani sul balcone.
I più contemplativi tra voi possono soddisfare anche bisogni estetici, potendo anche convertire la varietà in bellezza. I più attenti alla sostenibilità considereranno invece la biodiversità di cui imparano a servirsi come un regalo da conservare per le future generazioni. Chi, infine, è più gaudente, sarà invece soddisfatto dal fatto di potere provare nuovi sapori.
Raccogliete quindi, e usate in cucina, le piante spontanee, semplicemente perché:

  • sono ricche di principi attivi utili al nostro organismo;
  • sono buone e hanno sapori particolari;
  • sono a disposizione di tutti;
  • sono gratuite;
  • sono una utile integrazione alla dieta;
  • ci abituano ad osservare con maggiore attenzione e rispetto la natura che ci circonda;
  • la raccolta favorisce le relazioni interpersonali;
  • la loro raccolta arreca benefici spirituali e psicologici.
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