Liquore di ciliegie selvatiche

Liquore di ciliegie selvatiche

Chi mi conosce bene sa che non posso resistere al fascino delle ciliegie, di qualunque qualità. Non ce la faccio proprio! Vedo un ciliegio lontano un miglio, anche selvatico, e nonostante una colossale indigestione che fece spaventare molto i miei genitori quando ero una bambina (di solito dopo questi eventi nefasti l’alimento in questione non si mangia più o lo si fa con estrema moderazione) ho continuato a farne delle scorpacciate senza timore. Mi piacciono ovviamente al naturale, in tutte le loro varietà, adoro le confetture e le gelatine, le ciliegie sotto spirito e anche il liquore che preparo in primavera con quelle selvatiche. Queste ultime hanno su di me un loro fascino particolare, oltre a un sapore molto diverso a quelle coltivate anche nell’orto di casa. A supporto della mia passione sviscerata per le ciliegie (Prunus avium), sciresa selvadega dalle mie parti, ricordo che oltre a essere buone hanno proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, diuretiche, rimineralizzanti ecc.. Da quelle che ho raccolto oggi ricavo un ottimo e facile liquore.

Ingredienti:

  • 350 g di ciliege selvatiche;
  • 1/2 l di alcol a 95°;
  • un pezzetto di cannella;
  • 2 chiodi di garofano;
  • 350 g di zucchero;
  • 400 ml di acqua.

Pulite in acqua corrente le ciliegie, asciugatele e staccate il picciolo. Versatele in un contenitore di vetro trasparente che permetterà di controllare meglio il macerato, aggiungendo la cannella e i chiodi di garofano.

Liquore di ciliege selvatiche in preparazione

 Lasciate riposare il macerato per una ventina di giorni in un luogo fresco e asciutto. Scuotetelo di tanto in tanto per agevolare il rimescolamento. Indicate sul contenitore la data di inizio/fine della macerazione come promemoria servendovi di una etichetta.
Quando il macerato è pronto si procede con il filtraggio. Io utilizzo un imbuto capiente per il travaso, foderato con della carta da cucina, mi raccomando solo bianca. A parte preparate lo sciroppo con acqua e zucchero semolato, togliendo dal fuoco non appena accenna a bollire. Se l’acqua della vostra zona è calcarea utilizzate dell’acqua di fonte oppure dell’acqua distillata. Lasciate raffreddare lo sciroppo e poi aggiungetelo al macerato che avrete filtrato.
Imbottigliate e lasciate riposare per un paio di mesi prima di consumarlo. Per quanto riguarda le bottiglie, preferite quelle di vetro chiaro che esalteranno il bellissimo colore del liquore. Potete riciclare delle vecchie bottiglie magari di forma strana o particolare che aggiungeranno fascino al vostro liquore casalingo: l’importante è che siano pulitissime. Fondamentale la chiusura, che deve essere assolutamente ermetica. A questo punto procedete alla etichettatura e datazione definitiva. Avrete un liquore dal sapore dolce e fruttato, ottimo servito molto freddo ma che è buono anche a temperatura ambiente.

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